Storia 1900 D.C.

Epoca Moderna

Secolo Scorso

paola panarielo

La ripresa iniziata nel secolo precedente portò fece sì che il turismo da parte dell’alta borghesia si sviluppasse in città e nelle località costiere circostanti fino a Sorrento, nella costiera amalfitana e alle isole di Ischia e Capri. Durante il fascismo nel 1927 furono ricostituite le province amministrative dell’Italia, e la Campania vide abolita la sub-regione di “Terra di Lavoro”, con la costituzione della provincia di Caserta, mentre la parte dell’isernino volturnense legata alla Campania storicamente finì nella provincia di Campobasso, nella regione “Abruzzi e Molise”. Il fascismo dal punto di vista di propaganda si fece sentire negli anni ’30, con la costruzione di numerosi edifici nel centro di Napoli: in questo periodo venne inaugurato nel capoluogo partenopeo il primo passante ferroviario urbano d’Italia. La Campania fu coinvolta in toto nel livello collettivo, nel grande evento della seconda guerra mondiale, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. La città di Napoli, come tutte le altre principali di Salerno, Benevento, Caserta e Avellino furono occupate dai nazisti. Gli angloamericani, per provocare un rivolgimento interno nelle città, le sottoponevano a incessanti bombardamenti aerei. Proprio per questo Napoli durante la seconda guerra si trovò a essere un obiettivo strategico di grande importanza. Il porto di Napoli era di fatto un capolinea della rotte marittime verso la Libia, oltre a essere uno dei principali centri industriali del meridione italiano. Il primo bombardamento ci fu prima dell’armistizio, nel 1 novembre 1940, e fu la città maggiormente danneggiata di tutta la penisola dall’inizio alla fine della guerra. Ben 24.000 bombe furono sganciate in 150 incursioni aeree, che provocarono oltre 22.000 morti, distruggendo 252.000 vani, pari al 40% del patrimonio artistico partenopeo. I primi obiettivi furono il porto e le navi, dei rioni Granili, San Giovanni a Teduccio e a occidente Bagnoli e Pozzuoli. L’incursione seguente si ebbe l’8 gennaio 1941 e produsse danni anche nella zona di Corso Lucci e Borgo Loreto; tra le seguenti importante fu l’incursione inglese del 10 luglio, che distrusse la raffineria di via delle Brecce e quella del 9-11 novembre che ebbero per bersaglio la stazione ferroviaria, il porto e le fabbriche. Nel 1942 ci furono sei incursioni, tuttavia proprio la parte conclusiva dell’anno vide un deciso cambio di strategia nella guerra aerea alleata: in pratica si passò dal bombardamento strategico degli obiettivi militari alle infrastrutture e agli impianti industriali, ai bombardamenti a tappeto con artiglieria pesante in tutte le zone della città, con molte più vittime civili; lo scopo era specialmente di fiaccare il morale civile e di far esplodere una rivolta contro i nazisti. Con tali incursioni gran parte del patrimonio storico artistico, come palazzi e chiese andarono danneggiati seriamente. Il 27 settembre 1943 incominciarono le “quattro giornate di Napoli”, un episodio eroico unico della storia italiana; per quattro giorni dal 17 al 30 settembre, i napoletani insorsero contro i tedeschi da soli per liberare la città dall’occupazione. Combatterono per le strade della città con armi trovate con espedienti, ma anche mobili, materassi, vasche e sassi che venivano gettati dai balconi per sbarrare la strada alle truppe tedesche. La popolazione civile era dell’estrazione sociale più svariata, dai professori ai negozianti, dalle donne ai bambini. Le quattro giornate valsero alla città il conferimento della Medaglia d’Oro al Valor Militare. Nel dopoguerra la Campania fece parte del gruppo di regioni meridionali dove si sviluppò maggiormente il fenomeno dell’emigrazione all’estero e al nord, dopo l’annessione alla Repubblica Italiana nel 1946, nonostante le preferenze per la restaurazione del regno. Negli anni ’50’60 anche la Campania fu investita dal mito del miracolo economico, anche se con casi di forte speculazione edilizia nell’esempio di Napoli, raccontata dal film di Francesco Rosi Le mani sulla città. Allo sviluppo sempre più dilagante della camorra, nel 1980 si scatenò il terribile terremoto dell’Irpinia del 23 novembre, di magnitudo 6.9 della scala Richter, che distrusse interi comuni, come Conza della Campania e Torella dei Lombardi. I danni si ebbero anche nei maggiori capoluoghi provinciali della regione, e anche a Napoli. Nel 1994 infine incominciò la crisi dei rifiuti in Campania, e l’intera regione è versata in uno stato di emergenza relativo allo smaltimento ordinario del rifiuti soliti urbani. Tale emergenza è cessata grazie alla legge del Governo del 17 dicembre 2009, dopo oltre 15 anni.

Fonte wikipedia