Storia Rinascimento

Medioevo

Basso medioevo

paola panarielo

Nel 1503 gli spagnoli si impossessarono del Regno. I continui tentativi di conquista della Francia furono resi vani dalle vittorie di Consalvo de Cordoba, dalle campagne contro papa Paolo IV nel 1556 e infine a metà Seicento dalla pronta difesa contro i tentativi di sbarchi nel golfo napoletano.Il nuovo potere riuscì subito a domare il baronaggio con forza; gli spagnoli trovarono due partiti nelle terre napoletane: uno era composto dagli aragonesi piuttosto borghese e intellettuale, composto da uomini legati alla vecchia dinastia tra cui Iacopo Sannazzaro; questa fazione però perse il suo punto di riferimento con la morte di Ferdinando il Cattolico, e comparve ogni desiderio di indipendenza. L’altro partito era quello degli Angioini che per i primi tempi combatterono ancora al fianco dei francesi; in seguito però i suoi membri fecero parte con gli spagnoli che li utilizzarono per svolgere faccende di governo o di guerra secondari.

L’ultimo focolaio di ribellione risale alla guerra del Lautrec nel 1528 dove i Baroni si unirono all’esercito francese che stava assediando Napoli; alcuni di essi furono uccisi, mentre altri mandati in esilio. Alla fine nacque un sentimenti di fedeltà tra i napoletani della vecchia casta e i nuovi conquistatori, anche se non mancarono mai del tutto delle ribellioni, come nel 1547.

Tra la fine del Seicento e i primi anni del Settecento un’intensa crisi sisnica sconquassò la regione, con tre gravi terremoti che si susseguirono nel volgere di un quindicennio. Il terremoto del Sannio del 1688, con epicentro a Cerreto Sannita e con una magnitudo 6.7 della scala Richter, provocò grosse distruzioni nell’area epicentrale, tanto che il paese di Cerreto Vecchia fu definitivamente abbandonato per la ricostruzione ex novo del centro abitato, attuato con un primo metodo di tecnica antisismica.[6] Ben più devastante fu il terremoto dell’Irpinia del 1694 che provocò circa seimila morti in tutta la regione oltreché nella vicina Basilicata, causando perfino un maremoto nel golfo di Napoli. L’ultimo della serie fu il terremoto di Benevento del 1702, che oltre a radere al suolo la città sannita (all’epoca parte dello Stato della Chiesa) colpì duramente anche il resto della Campania.

Fonte wikipedia